lunedì 1 novembre 2010
Cosa rappresenta un avvocato morto se non un buon inizio?
Un avvocato è stato trovato morto nel suo studio ucciso da quattro colpi d'arma da fuoco e da una preparazione inadeguata.
Dalle prime ricostruzioni l'assassino aveva preso un appuntamento allo studio. E già questo avrebbe dovuto metterlo in guardia.
I clienti in sala di attesa hanno raccontato la dinamica e descritto l'accaduto alle forze dell'ordine che stanno effettuando i rilievi. Sui clienti.
In serata il presunto assassino si è costituito, accompagnato dal suo avvocato. Che ancora sgocciolava.
Reso invalido da un infortunio sul lavoro, con una gamba di legno, e solo, l'omicida, covava un rancore profondo nei confronti del legale, che riteneva colpevole della sua rovina economica. Ora potete capire il perché di tutto quel livore in Pietro Gambadilegno.
Ad ogni modo pare che il movente sia molto semplice: era un benefattore.
L'analisi balistica sull'arma utilizzata per uccidere l'avvocato servirà agli inquirenti per capire quanti sono stati effettivamente i colpi sparati. Ma già ora si può affermare che furono sicuramente troppo pochi.
Nel frattempo, è stata disposta l'autopsia sul corpo dell'avvocato. Un atto dovuto prima di far cominciare i festeggiamenti.
http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/10_ottobre_27/cassino-ucciso-arma-fuoco-1804041016091.shtml
martedì 5 ottobre 2010
Le origini della professione forense.
Caio - Ecco qua la toga che mi ha ordinato, senatore.
Tiberio - Mi faccia vedere...(osserva attentamente).
Caio - Un lavoro da maestro, se mi permette.
Tiberio - Da maestro? Mi pare esagerato. Vedo che non ha utilizzato il miglior filo per cucirla.
Caio - Ma come?! Ho utilizzato filo armeno. La toga è fatta con seta indiana. L'ho personalmente cucita a mano!
Tiberio - Sarà...e quanto dovrei pagarla, questa?
Caio - Be', come quanto? Abbiamo pattuito la cifra di mille sesterzi.
Tiberio - Pattuito? Non mi ricordo.
Caio - Ma come! E' venuto nella mia bottega la settimana scorsa!
Tiberio - Sono venuto a chiedere una bella toga ad un costo basso, questo mi ricordo. E ora mi ritrovo con una brutta toga ad un costo stratosferico. Te ne posso dare giusto 100 di sesterzi.
Caio - Lei mi sta prendendo in giro senatore.
(bussano alla porta)
Tiberio - Un momento, Caio. Avanti!
Tizio - Buongiorno senatore. Sta bene?
Tiberio - Bene, non fosse per questo scocciatore che mi ha portato una toga che non è nulla di che e chiede di essere pagato ben mille sesterzi.
Caio - Ma è la toga che mi ha ordinato, pari pari e il prezzo l'abbiamo pattuito!
Tizio - Be', caro senatore, come replica?
Tiberio - Io avevo chiesto una toga simile, ma pensavo venisse meglio. E di aver pattuito il prezzo non mi ricordo.
Tizio - Scusi Caio, ma è vero?
Caio - Assolutamente no, lui è venuto da me, ha deciso la stoffa, mi ha fatto il disegno della toga che voleva e il prezzo l'abbiamo pattuito insieme.
Tizio - Davanti a testimoni?
Caio - Certo, c'erano i miei dipendenti e un altro cliente. Ah, peraltro, qualche giorno fa, è venuto nella mia bottega, ha visto la toga e ha detto che era bellissima. Anche in questo caso erano presenti mia moglie e due sue amiche.
Tizio - Be', senatore, a questo punto credo che lei debba pagare il prezzo pattuito. In fin dei conti, è stato lei a scegliere il materiale e la tipologia di toga, quando l'ha vista non ne ha riscontrato difetti di sorta e, quindi, s'è impegnato a pagare il prezzo già pattuito. Laddove lei non possa dimostrare che la toga in questione sia difforme da quella voluta, e mi pare evidente che non può, è tenuto a versare i mille sesterzi richiesti da Caio.
Inoltre, aggiungo, che qualora lei volesse continuare con questo suo atteggiamento, sarà mia cura portare la questione all'attenzione delle sedi più opportune, richiedendo che lei venga condannato anche al risarcimento di tutti i danni patiti da Caio e, mi creda, questo le verrà a costare molto più di mille sesterzi!
Tiberio - Questo è inaudito. Ad ogni modo, giusto per riuscire a levarmi voi due ladri dalle palle, ecco qua, vi do 800 sesterzi, ora andatevene per sempre!
Tizio - Le può andare bene Caio?
Caio - Credo di sì, credo di poter accettare una cifra del genere.
(prende i soldi ed escono)
Caio - Non so come ringraziarla.
Tizio - Capita, non deve è una questione di giustizia...
Caio - Sa, lei è molto bravo, dovrebbe farlo di professione, aiutare i più deboli contro le ingiustizie di questo pazzo mondo.
Tizio - E' un'idea. Si figuri che ero entrato dal senatore per chiedergli un lavoro...poi mi sono fatto prendere dal suo caso.
Caio - Ecco, faccia questo. Faccia il rappresentante dei poveri, parli di giustizia, utilizzi le leggi per aiutare noi poveri ignoranti.
Tizio - Ha ragione, lo farò. Mi farò chiamare avvocato!
Caio - Bravo!
Tizio - Perfetto, è deciso!
Caio - Finalmente, serviva proprio una figura professionale così!
Tizio - Ecco, ora...venendo al dunque... visto che ha ricevuto il tuo pagamento, che haisoddisfatto le sue ragioni, ecco, ci sarebbe solo un'ultima cosa da fare...
Caio - Cosa?
Tizio - Pagare la mia parcella.
Caio - Ah.
Tizio - Sì, fanno 700 sesterzi.
Caio - Ma così me ne restano solo 100! La stessa cifra che mi voleva dare il senatore!
Tizio - Dura lex sed lex.
PS: Se a qualcuno va di leggere su Dio, Gesù e lo Spirito Santo che pensano ad una nuova apocalisse, ho scritto un dialogo anche per gli amici di SenzaVoglia: http://senzavoglia.blogspot.com/2010/10/informazeide-1.html
sabato 2 ottobre 2010
La deontologia degli avvocati. Mangia, prega, ama.
Conferenza "Deontologic rules and lawyers".
Aula Magna di una università.
Relatore: "So, i'm asking you, if we say that one of the core rule for a lawyer is that he has to be fair, cooperating with the jurisdictional system to make it going better, so, what if a client comes to you arguing he wants to burn his ex-wife house? Are you going to keep the professional secret or are you going to call the police?"
Avvocato: "First of all, i'm going to prepare invoice".
E per i meno anglofili:
Relatore: "Vi sto chiedendo, se diciamo che una delle regole principali per un avvocato è quella che lui deve essere giusto, cooperando con il sistema giuridico per renderlo migliore, cosa succede se un cliente viene da voi sostenendo che vuolo bruciare la casa della sua ex moglie? Mantenete il segreto professionale o chiamate la polizia?"
Avvocato: "Per prima cosa, inizio a preparare la fattura".
giovedì 9 settembre 2010
Breve intervallo comico. Genesi di un fenomeno.
MR - Buongiorno, posso entrare?
Produttore - Ma certo, certo, venga pure.
MR - Ecco, volevo intanto ringraziarLa di avermi fatto chiamare.
Produttore - Scherza? Grazie a Lei di essere venuto. Ho visto la videocassetta con il Suo numero e sono rimasto sbalordito.
MR - Eh, sbalordito...addirittura?!?
Produttore - Certo! Ho visto energia, grinta, potenzialità, mi è piaciuto davvero moltissimo, credo che se uniamo le forze, il Suo talento insieme alla nostra organizzazione, potremo creare il nuovo fenomeno dell'anno in Italia.
MR - Lei esagera!
Produttore - Certo che no! Apprezzo molto la modestia nelle persone, non ha idea di quanti artisti arrivino qui da me, si siedano e mi guardino con l'aria spocchiosa di chi si merita tutto. Lei no, invece, e questo lo sto veramente apprezzando e, mi creda, raramente sono così entusiasta quando incontro un talento del Suo genere.
MR - Lei mi lusinga...ad ogni modo non posso che ringraziarLa di tutte queste belle parole. Sa, ho sempre coltivato questa passione da solo, nella mia stanza e sentirmi dire da una persona del Suo calibro che sono bravo, be', capirà, é una soddisfazione doppia.
Produttore - Mi creda, è tutto meritato.
MR - Grazie ancora. Ora, non so...cosa devo fare?
Produttore - Guardi, una volta firmato il contratto penseremo noi a spedirLa nell'orbita delle celebrità mondiali. Si prepari ad essere visto in tutte le più importanti trasmissioni del mondo!
MR - Mi sembra davvero un sogno...ci sono controindicazioni?
Produttore - Assolutamente no! Ho parlato con i nostri addetti al marketing, vorremmo riuscire ad impreziosire le Sue performance con un po' di musica di sottofondo.
MR - Mi sembra una buona idea. Cosa proponete?
Produttore - Guardi, c'è un ragazzo, più o meno Suo coetaneo che ci ha lasciato una sua cassettina. A noi non garba più di tanto, però, visto che vogliamo che le Sue capacità spicchino e dal momento che ci serve giusto un accompagnamento di sottofondo, crediamo che possa essere la persona giusta per Lei.
MR - Ho capito...il solito raccomandato, vero?
Produttore - Non mi faccia dire niente (sorride). Ad ogni modo, vorremmo che fosse Lei a giudicarlo, se lo ritiene troppo scarso per fare da sottofondo al Suo numero, cercheremo qualcos'altro. Di questo non deve preoccuparsi.
MR - La ringrazio, ma, guardi, non voglio impormi, come ripeto, sono stupito che le mie cose Le piacciano. Se Lei crede che il ragazzo vada bene, mi voglio fidare.
Produttore - Lei è veramente una persona speciale. Guardi, visto che è qui, lo faccio entrare così vi presento.
MR - Perfetto.
Produttore - Guardi, solo una cortesia, ha i denti molto storti. Non glieli fissi.
MR - Certo, certo.
Produttore - A pensarci anche questo suo difetto fisico non potrà che farLa risaltare ancora di più.
MR - Troppo buono.
Produttore - Si figuri. Lo faccio entrare.
(Entra un ragazzo. E' giovane. Un giubbotto di jeans. Denti storti)
Produttore - Vieni, vieni, ti faccio conoscere quello a cui dovrai fare da spalla.
Ragazzo - Grazie.
(avanza esitante)
Produttore - Ecco, caro Mauro, lascia che ti presenti la tua spalla.
Ragazzo - Piacere, Massimo, Massimo Pezzali, ma tu puoi chiamarmi Max.
MR - Piacere mio, Mauro Repetto.
Produttore - Ma certo, certo, venga pure.
MR - Ecco, volevo intanto ringraziarLa di avermi fatto chiamare.
Produttore - Scherza? Grazie a Lei di essere venuto. Ho visto la videocassetta con il Suo numero e sono rimasto sbalordito.
MR - Eh, sbalordito...addirittura?!?
Produttore - Certo! Ho visto energia, grinta, potenzialità, mi è piaciuto davvero moltissimo, credo che se uniamo le forze, il Suo talento insieme alla nostra organizzazione, potremo creare il nuovo fenomeno dell'anno in Italia.
MR - Lei esagera!
Produttore - Certo che no! Apprezzo molto la modestia nelle persone, non ha idea di quanti artisti arrivino qui da me, si siedano e mi guardino con l'aria spocchiosa di chi si merita tutto. Lei no, invece, e questo lo sto veramente apprezzando e, mi creda, raramente sono così entusiasta quando incontro un talento del Suo genere.
MR - Lei mi lusinga...ad ogni modo non posso che ringraziarLa di tutte queste belle parole. Sa, ho sempre coltivato questa passione da solo, nella mia stanza e sentirmi dire da una persona del Suo calibro che sono bravo, be', capirà, é una soddisfazione doppia.
Produttore - Mi creda, è tutto meritato.
MR - Grazie ancora. Ora, non so...cosa devo fare?
Produttore - Guardi, una volta firmato il contratto penseremo noi a spedirLa nell'orbita delle celebrità mondiali. Si prepari ad essere visto in tutte le più importanti trasmissioni del mondo!
MR - Mi sembra davvero un sogno...ci sono controindicazioni?
Produttore - Assolutamente no! Ho parlato con i nostri addetti al marketing, vorremmo riuscire ad impreziosire le Sue performance con un po' di musica di sottofondo.
MR - Mi sembra una buona idea. Cosa proponete?
Produttore - Guardi, c'è un ragazzo, più o meno Suo coetaneo che ci ha lasciato una sua cassettina. A noi non garba più di tanto, però, visto che vogliamo che le Sue capacità spicchino e dal momento che ci serve giusto un accompagnamento di sottofondo, crediamo che possa essere la persona giusta per Lei.
MR - Ho capito...il solito raccomandato, vero?
Produttore - Non mi faccia dire niente (sorride). Ad ogni modo, vorremmo che fosse Lei a giudicarlo, se lo ritiene troppo scarso per fare da sottofondo al Suo numero, cercheremo qualcos'altro. Di questo non deve preoccuparsi.
MR - La ringrazio, ma, guardi, non voglio impormi, come ripeto, sono stupito che le mie cose Le piacciano. Se Lei crede che il ragazzo vada bene, mi voglio fidare.
Produttore - Lei è veramente una persona speciale. Guardi, visto che è qui, lo faccio entrare così vi presento.
MR - Perfetto.
Produttore - Guardi, solo una cortesia, ha i denti molto storti. Non glieli fissi.
MR - Certo, certo.
Produttore - A pensarci anche questo suo difetto fisico non potrà che farLa risaltare ancora di più.
MR - Troppo buono.
Produttore - Si figuri. Lo faccio entrare.
(Entra un ragazzo. E' giovane. Un giubbotto di jeans. Denti storti)
Produttore - Vieni, vieni, ti faccio conoscere quello a cui dovrai fare da spalla.
Ragazzo - Grazie.
(avanza esitante)
Produttore - Ecco, caro Mauro, lascia che ti presenti la tua spalla.
Ragazzo - Piacere, Massimo, Massimo Pezzali, ma tu puoi chiamarmi Max.
MR - Piacere mio, Mauro Repetto.
sabato 4 settembre 2010
Dialoghi immaginari, vol. 1
Dio - Buongiorno.
Avvocato - Buongiorno.
Dio - Sa perché é qui?
Avvocato - Assolutamente no! Anzi, chi è Lei?
Dio - Sono Dio.
Avvocato - Me lo provi.
Dio - Cosa vuole che faccia?
Avvocato - Non so, intanto ci penso. Ad ogni modo, perché sarei qui al cospetto del cosidetto Dio?
Dio - Lei è morto.
Avvocato - Impossibile! Fino ad un attimo fa ero in coda in Cancelleria in Tribunale...
Dio - Appunto.
Avvocato - Ah! In effetti, potrebbe anche essere, a volte si perde il senso del tempo in Tribunale.
Dio - Senta, non ho tutta la giornata e vedo che il suo fascicolo è corposo, quindi se possiamo procedere...
Avvocato - Corposo? Mi pare molto strano. Si tratterà di un caso di omonimia.
Dio - Impossibile, non lo sa che sono onnisciente?
Avvocato - Mah, e allora di cosa si tratterebbe?
Dio - Innanzitutto ha ripetuto più volte il mio nome invano.
Avvocato - Questo non corrisponde al vero, più volte ho detto "zio" e probabilmente i Suoi vigili non hanno capito bene, ma, quand'anche avessi detto "dio", non sarebe stato riferito a Lei, bensì ad un amico che ho soprannominato proprio in quel modo per le sue qualità notevoli, pur ovviamente inferiori alle Sue.
Dio - Leggo poi che ha peccato di superbia.
Avvocato - Non è possibile, è che avevo sempre ragione in tutte le discussioni avute nella mia vita.
Dio - Non ha rispettato i suoi genitori.
Avvocato - A loro è sempre piaciuto così, so che sono strani, ma che Le devo dire? Mi sono adeguato.
Dio - Non ha mai santificato le feste.
Avvocato - Ah no! questo no, almeno non secondo una lettura estensiva dei precetti che si trovano in alcuni Vangeli apocrifi e di cui Lei sicuramente è a conoscenza, dove chiaramente si lascerebbe intendere vagamente che durante le feste basterebbe riposarsi e fare ciò che più aggrada per santificarle. Non è certo colpa mia se non vi siete ancora messi d'accordo su quali letture e precetti considerare definitivamente abrogate. Mi permetto di ricordarLe che "in dubio pro reo".
Dio - Leggo, poi che ha tradito sua moglie?
Avvocato - Anche in questo caso, mi trovo in disaccordo. Secondo la Corte Suprema di Singapore, infatti, il farsi fare un pompino non può essere considerato tradimento, ergo, mi pare evidente, che anche questa accusa nei miei confronti non può essere considerata valida e, mi tocca avvertirLa, che tutto queste false e diffamanti accuse potrebbero costringermi ad agire contro di Lei se continuerà su questa strada.
Dio - Sa qual è il suo peccato più grave?
Avvocato - Vedo che continua...mi dica.
Dio - Lei è un avvocato.
Avvocato - Caspita...questo è vero. Ah, ma forse è per questo che non ho mai creduto in Lei, Dio.
Dio - E ora? Crede?
Avvocato - Neanche adesso e, infatti, credo che vi sia un difetto di giurisdizione, se io non La riconsoco come autorità, come giudice, in quanto non competente sulla mia persona, la quale non crede alla Sua esistenza, come può giudicarmi legittimamente?
Dio - E se Le provassi che sono Dio?
Avvocato - Be', in quel caso tutto cambierebbe.
Dio - Bene, per la seconda volta, cosa devo fare per dimostrarle che sono Dio?
Avvocato - Posso chiedere qualsiasi cosa?
Dio - Certo, posso far tutto.
Avvocato - Ho la Sua parola?
Dio - Sì. Dio è verità.
Avvocato - Lei è eterno e onnipotente, giusto?
Dio - Sì.
Avvocato - Bene, allora si uccida.
Dio - ...
Avvocato - Se Lei si uccidesse, visto che è anche immortale, dimostrerebbe di essere Dio abbattendo un Suo stesso dogma. A quel punto io crederei.
Dio - Ma se io mi uccidessi, poi Satana controllerebbe il mondo, portando morte, distruzione e malvagità nel mondo.
Avvocato - Lo so, ma Lei mi ha chiesto cosa doveva fare per convincermi della Sua esistenza, quindi ora è tenuto ad eseguire.
Dio - E non le importa cosa accadrà sulla Terra?
Avvocato - Ehi, sono un avvocato!
Dio - Cazzo!
Avvocato - Buongiorno.
Dio - Sa perché é qui?
Avvocato - Assolutamente no! Anzi, chi è Lei?
Dio - Sono Dio.
Avvocato - Me lo provi.
Dio - Cosa vuole che faccia?
Avvocato - Non so, intanto ci penso. Ad ogni modo, perché sarei qui al cospetto del cosidetto Dio?
Dio - Lei è morto.
Avvocato - Impossibile! Fino ad un attimo fa ero in coda in Cancelleria in Tribunale...
Dio - Appunto.
Avvocato - Ah! In effetti, potrebbe anche essere, a volte si perde il senso del tempo in Tribunale.
Dio - Senta, non ho tutta la giornata e vedo che il suo fascicolo è corposo, quindi se possiamo procedere...
Avvocato - Corposo? Mi pare molto strano. Si tratterà di un caso di omonimia.
Dio - Impossibile, non lo sa che sono onnisciente?
Avvocato - Mah, e allora di cosa si tratterebbe?
Dio - Innanzitutto ha ripetuto più volte il mio nome invano.
Avvocato - Questo non corrisponde al vero, più volte ho detto "zio" e probabilmente i Suoi vigili non hanno capito bene, ma, quand'anche avessi detto "dio", non sarebe stato riferito a Lei, bensì ad un amico che ho soprannominato proprio in quel modo per le sue qualità notevoli, pur ovviamente inferiori alle Sue.
Dio - Leggo poi che ha peccato di superbia.
Avvocato - Non è possibile, è che avevo sempre ragione in tutte le discussioni avute nella mia vita.
Dio - Non ha rispettato i suoi genitori.
Avvocato - A loro è sempre piaciuto così, so che sono strani, ma che Le devo dire? Mi sono adeguato.
Dio - Non ha mai santificato le feste.
Avvocato - Ah no! questo no, almeno non secondo una lettura estensiva dei precetti che si trovano in alcuni Vangeli apocrifi e di cui Lei sicuramente è a conoscenza, dove chiaramente si lascerebbe intendere vagamente che durante le feste basterebbe riposarsi e fare ciò che più aggrada per santificarle. Non è certo colpa mia se non vi siete ancora messi d'accordo su quali letture e precetti considerare definitivamente abrogate. Mi permetto di ricordarLe che "in dubio pro reo".
Dio - Leggo, poi che ha tradito sua moglie?
Avvocato - Anche in questo caso, mi trovo in disaccordo. Secondo la Corte Suprema di Singapore, infatti, il farsi fare un pompino non può essere considerato tradimento, ergo, mi pare evidente, che anche questa accusa nei miei confronti non può essere considerata valida e, mi tocca avvertirLa, che tutto queste false e diffamanti accuse potrebbero costringermi ad agire contro di Lei se continuerà su questa strada.
Dio - Sa qual è il suo peccato più grave?
Avvocato - Vedo che continua...mi dica.
Dio - Lei è un avvocato.
Avvocato - Caspita...questo è vero. Ah, ma forse è per questo che non ho mai creduto in Lei, Dio.
Dio - E ora? Crede?
Avvocato - Neanche adesso e, infatti, credo che vi sia un difetto di giurisdizione, se io non La riconsoco come autorità, come giudice, in quanto non competente sulla mia persona, la quale non crede alla Sua esistenza, come può giudicarmi legittimamente?
Dio - E se Le provassi che sono Dio?
Avvocato - Be', in quel caso tutto cambierebbe.
Dio - Bene, per la seconda volta, cosa devo fare per dimostrarle che sono Dio?
Avvocato - Posso chiedere qualsiasi cosa?
Dio - Certo, posso far tutto.
Avvocato - Ho la Sua parola?
Dio - Sì. Dio è verità.
Avvocato - Lei è eterno e onnipotente, giusto?
Dio - Sì.
Avvocato - Bene, allora si uccida.
Dio - ...
Avvocato - Se Lei si uccidesse, visto che è anche immortale, dimostrerebbe di essere Dio abbattendo un Suo stesso dogma. A quel punto io crederei.
Dio - Ma se io mi uccidessi, poi Satana controllerebbe il mondo, portando morte, distruzione e malvagità nel mondo.
Avvocato - Lo so, ma Lei mi ha chiesto cosa doveva fare per convincermi della Sua esistenza, quindi ora è tenuto ad eseguire.
Dio - E non le importa cosa accadrà sulla Terra?
Avvocato - Ehi, sono un avvocato!
Dio - Cazzo!
venerdì 21 maggio 2010
Come e perché non diventare avvocato (vol. 1)
Parlavo qualche giorno fa con una persona intelligentissima, una di quelle che vorresti conoscere una volta nella vita, magari quando sei appena nato, così ti togli il pensiero e poi sei tranquillo per il resto che ti tocca vivere.
Ecco, dicevo, parlavo, per la precisione era lui che parlava a me, io fumavo, del lavoro, della crisi e ad un certo punto viene fuori che, secondo lui, i liberi professionisti sono quelli messi meglio perché, in fin dei conti, fanno tanto nero.
(un ragionamento economico così raffinato non lo si sentiva dai tempi dell'ultima dichiarazione di Trichet)
Così, ho iniziato a pensare all'evoluzione di un avvocato.
4 anni di università che ti formano in nulla, dandoti giusto le basi giuridiche e tenendoti ben lontano dalla scrittura e dalla vita del Tribunale (probabilmente basterebbe organizzare dei piccoli tour nei giorni delle udienze civili, perché molti capiscano che non stiamo parlando di Perry Mason negli USA e abbandonino ogni velleità forense).
Poi ti laurei e quando hai finito di ubriacarti inizi a guardarti in giro.
Le strade più comode che vedi di fronte a te sono quella del praticantato, ovvero quella di lavorare in una banca.
(in pratica, ti ritrovi nel dilemma manzoniano del "non resta che far torto o patirlo")
Ad ogni modo, se uno ha un minimo di rettitudine morale non può che decidere di iniziare col praticantato per diventare avvocato (con il che ben si capisce quanto abbia stima delle banche).
Due simpatici anni che si articolano nel seguente modo:
1) Orario di lavoro inesistente: ogni giorno finisci quando hai finito.
2) Nessuna tutela: se sei malato ma hai qualcosa in scadenza, devi lavorare.
3) Nessuna soddisfazione: per il primo anno, fai fatica a ricordarti persino quante marche da bollo vogliono in Tribunale per questa o quella copia. I clienti non sono i tuoi. Nessuno ti ha mai insegnato come scrivere un atto, quindi i primi che redigi vengono segati senza pietà dal tuo dominus. Non hai un capo, hai un dominus. Gli avvocati che ti vedono, non ti considerano loro pari. I Giudici che vedi, non ti considerano. I Cancellieri cui ti rivolgi, non ti vedono neanche.
4) Milioni di adempimenti imposti dal tuo Ordine: comprensivi di udienze da seguire, pareri da redigere, verbali d'udienza da fotocopiare per certificare l'effettività della propria pratica, e quant'altro. Ah, sì, ci sono anche un po' di versamenti da fare, marche da bollo, e quant'altro.
5) Nessuna paga: sì, ecco, era un dettaglio che mi sfuggiva, ma, salvo che in alcune realtà, i praticanti non vengono pagati. Giusto? Sbagliato? Tutto ciò non interessa ai fini di questa disamina, ma è un dato di fatto.
Passati i due anni, si può iniziare a dare l'esame (una volta all'anno, lo scritto a dicembre, i risultati a giugno dell'anno successivo, l'orale in un mese compreso tra settembre e gennaio dell'anno ancora dopo, tanto per dire).
Ad ogni modo, passato l'esame (e la faccio breve, ché passare l'esame sarà argomento a se stante) succedono le seguenti cose:
1) Vostra madre si ubriaca per la felicità.
2) La vostra ragazza si ubriaca per la felicità e inizia a coltivare il sogno di fare la mantenuta.
3) Vostro padre si ubriaca e inizia a pensare che potrà permettersi quella famosa crisi di mezzetà che ha dovuto sempre rimandare.
4) I vostri parenti si ubriacano per la felicità di poter fare causa al vicino di casa gratis.
5) Voi vi ubriacate perché sapete bene che ormai non potete più scappare dalla professione.
E non avete ancora iniziato a lavorare...
Ecco, dicevo, parlavo, per la precisione era lui che parlava a me, io fumavo, del lavoro, della crisi e ad un certo punto viene fuori che, secondo lui, i liberi professionisti sono quelli messi meglio perché, in fin dei conti, fanno tanto nero.
(un ragionamento economico così raffinato non lo si sentiva dai tempi dell'ultima dichiarazione di Trichet)
Così, ho iniziato a pensare all'evoluzione di un avvocato.
4 anni di università che ti formano in nulla, dandoti giusto le basi giuridiche e tenendoti ben lontano dalla scrittura e dalla vita del Tribunale (probabilmente basterebbe organizzare dei piccoli tour nei giorni delle udienze civili, perché molti capiscano che non stiamo parlando di Perry Mason negli USA e abbandonino ogni velleità forense).
Poi ti laurei e quando hai finito di ubriacarti inizi a guardarti in giro.
Le strade più comode che vedi di fronte a te sono quella del praticantato, ovvero quella di lavorare in una banca.
(in pratica, ti ritrovi nel dilemma manzoniano del "non resta che far torto o patirlo")
Ad ogni modo, se uno ha un minimo di rettitudine morale non può che decidere di iniziare col praticantato per diventare avvocato (con il che ben si capisce quanto abbia stima delle banche).
Due simpatici anni che si articolano nel seguente modo:
1) Orario di lavoro inesistente: ogni giorno finisci quando hai finito.
2) Nessuna tutela: se sei malato ma hai qualcosa in scadenza, devi lavorare.
3) Nessuna soddisfazione: per il primo anno, fai fatica a ricordarti persino quante marche da bollo vogliono in Tribunale per questa o quella copia. I clienti non sono i tuoi. Nessuno ti ha mai insegnato come scrivere un atto, quindi i primi che redigi vengono segati senza pietà dal tuo dominus. Non hai un capo, hai un dominus. Gli avvocati che ti vedono, non ti considerano loro pari. I Giudici che vedi, non ti considerano. I Cancellieri cui ti rivolgi, non ti vedono neanche.
4) Milioni di adempimenti imposti dal tuo Ordine: comprensivi di udienze da seguire, pareri da redigere, verbali d'udienza da fotocopiare per certificare l'effettività della propria pratica, e quant'altro. Ah, sì, ci sono anche un po' di versamenti da fare, marche da bollo, e quant'altro.
5) Nessuna paga: sì, ecco, era un dettaglio che mi sfuggiva, ma, salvo che in alcune realtà, i praticanti non vengono pagati. Giusto? Sbagliato? Tutto ciò non interessa ai fini di questa disamina, ma è un dato di fatto.
Passati i due anni, si può iniziare a dare l'esame (una volta all'anno, lo scritto a dicembre, i risultati a giugno dell'anno successivo, l'orale in un mese compreso tra settembre e gennaio dell'anno ancora dopo, tanto per dire).
Ad ogni modo, passato l'esame (e la faccio breve, ché passare l'esame sarà argomento a se stante) succedono le seguenti cose:
1) Vostra madre si ubriaca per la felicità.
2) La vostra ragazza si ubriaca per la felicità e inizia a coltivare il sogno di fare la mantenuta.
3) Vostro padre si ubriaca e inizia a pensare che potrà permettersi quella famosa crisi di mezzetà che ha dovuto sempre rimandare.
4) I vostri parenti si ubriacano per la felicità di poter fare causa al vicino di casa gratis.
5) Voi vi ubriacate perché sapete bene che ormai non potete più scappare dalla professione.
E non avete ancora iniziato a lavorare...
venerdì 5 febbraio 2010
Meltingpot, crocifissi col burqa.
L'ultima proposta di legge in tema di crocifisso in aula spetta ad undici senatori del PD, i quali hanno deciso di presentare una proposta di legge i cui punti essenziali sono:
1) Il crocifisso dev'essere in ogni aula.
2) Se alcuni genitori si offendono o protestano, il dirigente scolastico cerca di trovare una mediazione, magari aggiungendo altri simboli religiosi.
3) Se proprio non si riesce a trovare un accordo con la creazione di un nuovo pantheon, allora il dirigente scolastico decide come gli pare.
1) Il crocifisso dev'essere in ogni aula.
2) Se alcuni genitori si offendono o protestano, il dirigente scolastico cerca di trovare una mediazione, magari aggiungendo altri simboli religiosi.
3) Se proprio non si riesce a trovare un accordo con la creazione di un nuovo pantheon, allora il dirigente scolastico decide come gli pare.
Ora, tutto questo fervore sul crocifisso che, per chi non lo sapesse, è quella cosa formata da due pezzi di legno intersecati perpendicolarmente con appesa la figura di un uomo e che potete vedere in quasi ogni ufficio pubblico, se proprio non volete farvi un giro in chiesa, nasce a seguito della sentenza della Corte di Giustizia europea sui Diritti dell'Uomo, la quale, il 3 novembre del 2009, ha stabilito che:
"La presenza del crocifisso, che e' impossibile non notare nelle aule scolastische potrebbe essere facilmente interpretata dagli studenti di tutte le eta' come un simbolo religioso, che avvertirebbero cosi' di essere educati in un ambiente scolastico che ha il marchio di una data religione" (...) "Tutto questo potrebbe essere incoraggiante per gli studenti religiosi, ma fastidioso per i ragazzi che praticano altre religioni, in particolare se appartengono a minoranze religiose, o che sono atei".
Ora, vi risparmio i commenti che potete immaginare a seguito di questa sentenza, ma la cosa che mi stupisce è che, in attesa della decisione della Corte d'Appello a seguito del ricorso legittimamente presentato dal Governo, ci si senta in dovere di proporre una legge come quella di cui sopra.
Capisco (...) che il Pd si senta in dovere di rincorrere i voti dei cattolici, ma dovrebbe, quantomeno, avere il buon senso di rispettare la sentenza di una Corte di Giustizia.
O almeno questo è ciò che quasi ogni giorno sento che cercano di insegnare agli italiani.
Non comprendo il perché, allora, non si debba rispettare una pronuncia di un organo, leggermente, superiore a tutte le nostri Corti.
Purtroppo, credo, il problema risieda nel fatto che, a parte la beatitudine e il proto-orgasmo che tutti hanno al momento che possono inserire in un loro discorso frasi come "bisogna rispettare i diritti umani", "questo atto calpesta i diritti umani", "La Costituzione, signori, la Costituzione, voi ne fate brandelli, anche della prima parte che parla dei nostri diritti inviolabili", ecc.ecc., ecco, a parte questa esuberanza dialettica, poi dei diritti umani non gliene importa niente a nessuno, salvo che per contrastare ideologicamente questo o quel punto.
Una volta un grande esperto di diritto, il prof. Michele Taruffo, ha detto (riassumo liberamente il pensiero) che i diritti, anche quand'anche scritti nelle più sacre pergamene, non sono tali, finchè non esistono delle regole che sanzionino chi li violi.
La Corte Europea dei Diritti dell'Uomo è nata proprio per sanzionare chi viola i diritti umani.
Non rispettare una sua sentenza, pone, di fatto, al di fuori del rispetto di tali diritti.
I diritti umani dovrebbero essere quei diritti inviolabili che appartengono a tutti gli uomini per il solo fatto di esserlo.
Sono di tutti, indipendentemente da ogni altra circostanza.
Purtroppo pare che undici senatori del PD si siano dimenticati di questo fatto.
La questione del crocifisso, poi, è interessante, specie se la si mette in relazione con le recenti polemiche dopo la decisione della Francia di prendere in considerazione l'idea di vietare il burqa.
Anche in questo caso, i politici di casa nostra si sono sentiti in dovere di esprimere la loro opinione, chi a favore, chi contro.
La Francia, tuttavia, ha già vietato ogni simbolo religioso all'interno dei luoghi pubblici.Sono di tutti, indipendentemente da ogni altra circostanza.
Purtroppo pare che undici senatori del PD si siano dimenticati di questo fatto.
La questione del crocifisso, poi, è interessante, specie se la si mette in relazione con le recenti polemiche dopo la decisione della Francia di prendere in considerazione l'idea di vietare il burqa.
Anche in questo caso, i politici di casa nostra si sono sentiti in dovere di esprimere la loro opinione, chi a favore, chi contro.
Via croci, via veli nelle scuole, via kippà, probabilmente è stato vietato anche di mettere su l'ultimo cd del Buddha Bar.
Questo in base al principio che lo stato è laico e, pertanto, aconfessionale.
Tutte le religioni sono degne di rispetto, ma la religione deve essere vissuta come momento personale e non imposta, in alcuna forma, a chi crede in altro o non crede affatto.
(E' solo il caso di notare che in Egitto, il burqa è vietato nelle università).
Il burqa viene vietato per motivi di sicurezza pubblica e sulla base di una serie di testimonianze con il mondo musulmano che certificano che lo stesso non può essere considerato un simbolo religioso, ma che rimane una "scelta" della musulmana (o, per quelli che non sono buonisti, una imposizione del musulmano uomo alla propria moglie).
Mentre il velo, a coprire il capo, sarebbe obbligatorio, lo scafandro (mi si perdoni il termine, ma altri, migliori, non me ne vengono) non lo sarebbe.
E dal momento in cui lo scafandro non permette il riconoscimento della persona, ecco che, per motivi di ordine pubblico, lo stesso viene vietato.
Mi pareva una motivazione, per quanto discutibile, molto lineare.
Purtroppo non avevo ancora sentito i commenti dei nostri politici:
Frattini: "La questione è molto complessa. Io non sono, in linea di principio, a favore di una pura e semplice proibizione per legge". Sicuramente è a favore del lavaggio delle mani.
Donatella Ferranti, capogruppo del Pd nella commissione Giustizia della Camera: "È una norma incostituzionale che lede la libertà religiosa e sono del tutto strumentali i richiami all'ordine pubblico. La verità è che si vuole colpire gli immigrati islamici nel loro intimo". Finalmente si può dire che qualcosa è incostituzionale! Era da tantissimo tempo (quasi 30 minuti) che non leggevo che qualcuno l'aveva dichiarato. Adesso mi sento meglio!
Ad ogni modo, sostenere che il burqa limiterebbe la libertà di religione e quindi violerebbe il diritto (umano) a professare la propria religione liberamente, pare in contraddizione con quanto affermano quasi tutti i musulmani.
Ahmad Gianpiero Vincenzo, Presidente degli Intellettuali Musulmani Italiani: "Concordiamo con la posizione francese nei confronti del burqa. La decisione di proibire il velo integrale nei luoghi pubblici è perfettamente compatibile con l'Islam, che non prescrive assolutamente di coprire il volto delle donne".
Ancora più divertenti sono le considerazioni di chi paragona il burqa al casco integrale o al passamontagna o alle maschere di carnevale, non considerando che i secondi si possono togliere senza problemi a richiesta, mentre il primo no.
Ma torniamo ai diritti umani, il diritto sancito dalla Corte di Giustizia europea dice che a nessuno può essere imposto un simbolo religioso e si vorrebbe una legge in netta opposizione.
Il burqa non è un simbolo religioso, è una forma di costrizione della libetà della donna (per esser lievi), retaggio di una subcultura (sì sì, subcultura, fanculo al buonismo) medioevale, cieca e maschilista (e non mi riferisco all'Islam nel suo complesso, sia chiaro...) e in nome dei diritti umani si vorrebbe non vietare.
Forse sarebbe necessario una ripassatina della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo.
Io non vorrei mai vedere castori obbligati a volare bardati, preferisco di gran lunga il naturismo.
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